Sentieri Yoga

Nel corso dei secoli le pratiche dello yoga sono state approfondite in modi diversi a seconda dei periodi storici, delle zone geografiche, delle influenze culturali. Non importa quale sia la strada che intraprendi nel vasto campo dello yoga, ciò che è fondamentale è la finalità. Le strade sono molteplici e qui di seguito te le elenchiamo. Se hai necessità di maggiori chiarimenti ti consigliamo due testi della tradizione, la Bhagavad Gita e Gli Yoga Sutra di Patanjali. Puoi anche approfondire l’argomento, alla sezione “RISORSE”, alla voce DOCUMENTI

Karma yoga
Nella Bhagavad Gita, Krishna indicherà ad Arjuna il modo per collegarsi alla Realtà Ultima pur continuando ad agire nel mondo, nel suo caso combattendo come è dovere di un guerriero: ciò che conta è separare le azioni dal loro frutto, agire secondo i propri compiti, disinteressatamente e con tranquillo distacco, senza attendersi nulla in cambio come risultato. Qualsiasi azione è compiuta in questo modo come un rito, purificato da ogni desiderio e da ogni tensione egocentrica.
Questo viene chiamato karma yoga, “yoga dell’azione”, e sarà la forma di yoga verso cui inclinerà colui che è maggiormente portato all’attività. Ad esso vengono affiancate nella Gita altre due forme di yoga: lo jnana yoga e il bhakti yoga.

Jnana yoga
Lo jnana yoga o “yoga della conoscenza”, consiste nel liberare l’intelletto da tutte le illusioni, i condizionamenti e i preconcetti accumulati nelle esperienze passate, che impediscono il manifestarsi dell’intuizione in grado di cogliere la Realtà Ultima dentro di sé.
E’ la forma di yoga che attrarrà maggiormente chi è incline alla riflessione e alla speculazione.

Bhakti yoga
Il bhakti yoga, tradotto solitamente come “yoga della devozione” è considerato dalla Gita, tra le tre forme, quella privilegiata. Consiste nel realizzare l’unione con Dio nell’amore, attraverso la devozione e l’abbandono totale al Signore.
L’azione disinteressata viene concepita come offerta a Dio. E’ la forma di yoga che troverà più affinità in chi è maggiormente incline al sentimento.

Laya yoga o pratica del corpo universale
In questa pratica il macrocosmo (l’universo) è direttamente collegato al microcosmo (il corpo umano), esistono sette centri, detti chackra, ciascuno dei quali è rappresentato da un numero di petali che corrispondono ai canali di energia che da esso si diramano, sei sono lungo la colonna vertebrale e uno sul capo.
I chackra sono collegati collegati tramite un canale che corre lungo la colonna vertebrale, dove alla sua base giace un’energia creativa primordiale detta Kundalini. Il Laya yoga ha proprio lo scopo di convogliare l’energia Kundalini lungo i canali per farla risalire fino alla testa con la meditazione e le asana (posizioni per la meditazione). Quando l’energia Kundalini si è risvegliata si avra la fusione con l’universo, se si inverte il processo l’energia scenderà al contrario ricaricando tutti i chackra dando maggiore forza vitale. Il risultato di questa pratica è una maggiore comprensionee controllo di tutti gli aspetti della creazione avendo uma maggiore coscienza del se e un distacco dai beni e desideri materiali.

Raya yoga o pratica del silenzio
Il Raya yoga ha l’obiettivo di tranquillizzare la mente tramite la meditazione fissa su un oggetto, un mantra o un pensiero, se la mente tende a vagabondare viene riportata subito all’oggetto della concentrazione fino a quando non si quieta e si stabilizza, ciò porta il praticante alla fusione col suo Io più alto grazie alla concentrazione ininterrotta.
Prima di arrivare alla fusione col proprio Io possono passare ore, settimane, mesi, anni oppure avvenire immediatamente, tutto dipende dallo yogi.
Questa pratica è anche detta Yoga Reale ed è conosciuto come sistema di Patanjali, esso espone gli otto stadi necessari per la corretta esecuzione di questa pratica, noi tratteremo questo tipo di Yoga con i vari esercizi e posizioni in quanto il più valido unanimamente riconosciuto, senza nulla togliere alle altre correnti.

Hatha yoga o pratica del corpo
Questa pratica è diventata famosa come esercizio antistress, i suoi aspetti spirituali sono meno conosciuti; esso raduna in se le posizioni yoga, la regolazione del respiro, la meditazione e la direzione dell’energia in un sistema complesso. Con l’affinarsi della tecnica man mano che viene praticata, lo yogi raggiunge la completa fuzione con il suo Io e la sua mente diventerà calma e piatta come un lago.

Tantra yoga o pratica del culto dell’estasi
Questa tecnica è una ramificazione dell’Hatha yoga, è quello che più interessa gli organi e la sfera sessuale; secondo questa pratica gli atti sessuali rientrano nelle manifestazioni dell’energia divina, quindi la castità non viene accettata come valore per avvicinarsi al divino e raggiungere la pace dei sensi.
Il sentimento di empatia, quella capacità di entrare in sintonia con gli altri, può essere sviluppato per mezzo di una particolare forma di meditazione chiamata “meditazione compassionevole”.